Description
Il Libro
Una bellissima donna, strega o malvagio fantasma?
La Danza della Naràda–To chòremma ti Naràda, è il primo dei Pentacunti Grecanici di cui la rupe di Pentedattilo con la “Gigantessa Pentadattila” sarà l’aedo è un racconto per immagini dedicato ad una figura leggendaria grecanica, la Naràda, il fantasma antropofago metà donna e metà asino, rivisitata in chiave femminile: in essa, e nell’etimologia stessa, si ritrovano le tracce di antichissime commistioni culturali e di poteri femminili.
Il volume nasce per I Majìa- Magia, Incantesimo nella lingua greco-calabra, un progetto di Sviluppo locale ed Arte Pubblica, ideato da Stefania Gareri, teso ad intervenire artisticamente sulla dimensione dello spopolamento e dell’abbandono attraverso i tratti identitari costituiti dal patrimonio mitologico, delle fiabe, dai “cunti”, nei quali si rinvengono gli elementi antropologici che riassumono un territorio nei suoi diversi aspetti culturali, sociali, economici. Ma dalle Fiabe tradizionali parte per restituire una nuova energia e nuove bellezze al territorio, per creare un nuovo “Cuntu” Grecanico, una nuova immagine dell’Area, che ne recuperi la dimensione solare e costruttiva.
E così le Foto d’Arte di Paola Gareri, composte secondo la tecnica della Staged Photography, ritraggono la modella, con il costume di scena disegnato e realizzato da una studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, lungo la Fiumara di Amendolea.
Le immagini propongono un continuo confronto tra il mondo tradizionale e quello contemporaneo, una tensione in grado di far dialogare differenti epoche traghettandole verso la sospensione atemporale della bellezza, da una profonda sensibilità per la luce ed il colore, capace di creare icone ed una nuova iconografia dell’Area.
Accanto alle fiabe, le Pentachiccole, curiosità botaniche, erboristiche ed enogastronomiche legate alla fiaba.
Il volume è arricchito dai contributi di due esperti ellenofoni del Parco Culturale della Calabria Greca, per il settore Lingua, Riti Religiosi e Letteratura della Calabria Greca, Tito Squillaci e Filippo Violi. Il primo, pediatra, presenta due brevi saggi sull’artigianato tessile ed il matrimonio nel rito greco-bizantino; Filippo Violi, professore di lettere e scrittore, presenta un saggio sulla tradizione mitologia ellefona in parallelo alla greca classica. Anche i docenti dell’Accademia BA di Reggio Calabria Antonietta Scordo (Costume) e Saverio Manuardi (Ricostruzione 3D) presentano i workshop ed il lavoro svolto nel progetto I Majìa dai gruppi di studenti da loro diretti
I testi sono in lingua Greco di Calabria e in Italiano.
La prima sperimentazione di I Majìa è stata realizzata per i Borghi dell’Area Grecanica nell’ambito del “Programma di Arte Pubblica nei Borghi e nei Centri Storici dell’Area Grecanica” promosso dal GAL Area Grecanica in collaborazione con ANITI – Impresa Sociale ed in partenariato con l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Fondato su un’approfondita ricerca socio-economica, artistico-letteraria e scientifica, I Majìa si è articolato in laboratori artistici residenziali e di comunità, eventi espositivi e performativi, formazione, coinvolgendo la popolazione locale nelle sue varie componenti, dall’Archeologo all’Attore, dallo Studente all’Esperto al semplice Cittadino, dall’Adulto al Bambino.







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