Echi della Tradizione Bizantina


L’artigianato greco-calabro costituisce lo specchio di questa Calabria dalle radici antichissime: una struttura protostorica, una basilare componente magno-greca, l’impero romano con lunghi secoli di convivenza e commistioni greco-latine, la civiltà bizantina che ne determina l’attuale fisionomia.

E, dopo di essa, apporti normanni, angioini, aragonesi, ebraici, spagnoli e di vari altri popoli.

L’appartenenza plurisecolare all’Impero Romano d’Oriente, oggi chiamato «bizantino», ha segnato indelebilmente l’identità culturale e spirituale della Calabria.

L’artigianato greco-calabro è diffuso in tutta la Calabria meridionale, con centro la zona ellenofona, in provincia di Reggio.

In quest’area si ritrova ancora un esiguo numero di parlanti greco, nei paesi di Gallicianò, Roghudi, Bova, Bova Marina e, qua e là, in vari paesi della costa jonica. Un certo numero di ellenofoni vive stabilmente nella città di Reggio, per immigrazione dai paesi interni.

La lingua greca parlata oggi in Calabria ha la struttura del neogreco, ma conserva alcuni caratteri arcaici e numerosi termini dorici, che ne attestano inequivocabilmente la continuità con la lingua della Magna Grecia.

L’antichissima tradizione artigianale della Calabria greca, oggi si esprime prevalentemente in due settori, l’intaglio del legno e la tessitura. Tutti i manufatti in legno di uso agro-pastorale sono finemente intagliati, così come anche le produzioni al telaio, in particolare le coperte, sono impreziosite da una incredibile varietà di disegni e colori.

In ambedue questi campi, gli schemi utilizzati non sono mai naturalistici, ma appartengono ad un’arte geometrica, simbolica e rigorosamente legata ad un canone. Queste tre caratteristiche (geometricità, simbolismo e rispetto di un canone) inseriscono la piccola tradizione dell’artigianato calabro-greco nella grande tradizione bizantina, della quale costituisce una variante locale.

Description

L’artigianato greco-calabro costituisce lo specchio di questa Calabria dalle radici antichissime: una struttura protostorica, una basilare componente magno-greca, l’impero romano con lunghi secoli di convivenza e commistioni greco-latine, la civiltà bizantina che ne determina l’attuale fisionomia.

E, dopo di essa, apporti normanni, angioini, aragonesi, ebraici, spagnoli e di vari altri popoli.

L’appartenenza plurisecolare all’Impero Romano d’Oriente, oggi chiamato «bizantino», ha segnato indelebilmente l’identità culturale e spirituale della Calabria.

L’artigianato greco-calabro è diffuso in tutta la Calabria meridionale, con centro la zona ellenofona, in provincia di Reggio.

In quest’area si ritrova ancora un esiguo numero di parlanti greco, nei paesi di Gallicianò, Roghudi, Bova, Bova Marina e, qua e là, in vari paesi della costa jonica. Un certo numero di ellenofoni vive stabilmente nella città di Reggio, per immigrazione dai paesi interni.

La lingua greca parlata oggi in Calabria ha la struttura del neogreco, ma conserva alcuni caratteri arcaici e numerosi termini dorici, che ne attestano inequivocabilmente la continuità con la lingua della Magna Grecia.

L’antichissima tradizione artigianale della Calabria greca, oggi si esprime prevalentemente in due settori, l’intaglio del legno e la tessitura. Tutti i manufatti in legno di uso agro-pastorale sono finemente intagliati, così come anche le produzioni al telaio, in particolare le coperte, sono impreziosite da una incredibile varietà di disegni e colori.

In ambedue questi campi, gli schemi utilizzati non sono mai naturalistici, ma appartengono ad un’arte geometrica, simbolica e rigorosamente legata ad un canone. Queste tre caratteristiche (geometricità, simbolismo e rispetto di un canone) inseriscono la piccola tradizione dell’artigianato calabro-greco nella grande tradizione bizantina, della quale costituisce una variante locale.

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